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La sartoria di Aliant!

La sartoria di Aliant!

Piattaforme aeree, spazzatrici stradali, AGV, macchine movimento terra sono le applicazioni più ostiche in cui le batterie al litio trovano spazio per un’integrazione ad-hoc.

A primo impatto sembrerebbe di trovarsi davanti a macchine tra loro molto simili, eppure la realtà è ben differente. Basta immaginare di integrare una batteria al litio standard su una di queste macchine, per comprendere quanto possa risultare paradossale.
Dimensioni e forma ricoprono un ruolo molto importante nella fase di progettazione della batteria. Lo stesso produttore della macchina a distanza di qualche mese può effettuare una revisione sul progetto, tale per cui sia necessario dover riprogettare anche lo stesso ingombro della batteria.
Va da sé che in questo campo la consulenza e disponibilità di un partner efficiente e sempre pronto a risolvere queste problematiche, è, per un’azienda, di fondamentale importanza.

“Migliorarsi fa parte della natura umana, mettere in discussione progetti esistenti e nuovi per poi trarre dei vantaggi da proporre al mercato ci rende perfezionisti – sottolinea Federico Peluso, Sales Manager di Aliant -. Poter affiancare i nostri clienti in questa fase di studio è per noi qualcosa di esaltante e gratificante. La sinergia che si crea tra i due uffici tecnici, le esigenze di mercato analizzate in ambito commerciale innestano degli ingranaggi ben oleati per il confezionamento di un prodotto ritagliato su dei parametri ben definiti. Ed è proprio in queste fasi che giornalmente ci ritroviamo a fare i sarti sulle macchine dei nostri clienti con le batterie custom in esecuzione Taylor Made”.

Grado di protezione, verniciatura e materiale della cassa, picchi di corrente, velocità di carica, protocolli di comunicazione, temperature di utilizzo, sono i tanti dettagli che Aliant prende in considerazione quando dà il via alla customizzazione di una delle sue batterie.
“La configurazione delle logiche tra batteria e macchina è fondamentale nella fase finale del progetto – prosegue Peluso -. È ragionevole pensare che ogni produttore richieda svariate specifiche per i diversi modelli delle proprie macchine. In questo cerchiamo di rendere i nostri clienti quanto più autonomi possibile dopo la messa in servizio della macchina. Dando infatti accesso ad ogni parametrizzazione da loro richiesta, diventano liberi di effettuare aggiornamenti firmware in tutta indipendenza”.

“Inoltre – spiega il Sales Manager di Aliant -, un fattore da non lasciare al caso rappresenta la rapidità di esecuzione e di risposta alle diverse richieste avanzate dal cliente. Spesso durante i vari step produttivi della macchina, lo spazio dedicato alla batteria è in fondo alla lista. Da parte nostra non possiamo permetterci il lusso di tenere bloccati dei progetti e per questo, solitamente, il tempo di esecuzione di una batteria Aliant Serie EK si aggira intorno alle 5 settimane”.
Tutto ciò è necessario per dar vita a quello che oggi rappresenta il core business di Aliant, la Serie EK.

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