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Cobalto, minerali da conflitto e batterie al litio

Cobalto, minerali da conflitto e batterie al litio

IL COBALTO È INDISPENSABILE ALLE BATTERIE AL LITIO? MA SOPRATTUTTO: È UN MINERALE DA CONFLITTO?

Oggi parleremo del cobalto, un minerale molto conosciuto dai produttori di batterie al litio e spesso associato ai minerali da conflitto.

Il cobalto è un metallo impiegato in diversi settori dell’industria, come colorante oppure come additivo, e in particolare nelle batterie al litio compare come componente all’interno delle celle litio secondarie (ricaricabili). È uno dei migliori candidati per il catodo di una cella grazie alla sua ottima stabilità termica e alta densità energetica.

Il cobalto non si trova allo stato puro metallico, ma solo come minerale, e non viene estratto da solo ma come sottoprodotto della estrazione di rame o nichel. I più importanti minerali di cobalto sono la Heterogenite, la cobaltite, l’eritrite, il glaucodoto e la skutterudite. I maggiori produttori al mondo di cobalto sono la Repubblica Democratica del Congo, la Cina, lo Zambia, la Russia e l’Australia. Di tutti questi paesi, la Repubblica Democratica del Congo è di gran lunga il maggior produttore, detenendo oltre il 95% delle estrazioni mondiali: purtroppo questo paese, ricco di minerali, è anche paese dissanguato da conflitti e guerre interne.

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COS’È UN MINERALE DA CONFLITTO?

Un minerale da conflitto è un minerale estratto in paesi teatro di conflitti armati. Questa definizione è apparsa inizialmente sul finire degli anni 90, attraverso discussione e conferenze ONU concluse con le risoluzioni 1533 and I698.97

Gli Stati Uniti hanno inoltre realizzato una legge ad hoc, denominata U.S. CONFLICT MINERAL LAW che ad oggi stabilisce i materiali soggetti ad essere classificati come MINERALI DI CONFLITTO:

  • stagno
  • tantalio
  • tungsteno
  • oro

 

 

 

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Dunque, nonostante generalmente il Cobalto venga associato ai minerali da conflitto perché viene principalmente estratto nella Repubblica Democratica del Congo, si asserisce quanto questo non costituisca verità.

Ad ogni modo, è ipotizzato e documentato che le condizioni di lavoro nelle miniere di estrazione non siano rispondenti a codici etici e di condotta come quelli a cui abitualmente si usa corrispondere nei Paesi occidentali.

Tuttavia si ribadisce che Il cobalto, però, non è un minerale da conflitto , ma questa classificazione è più volte stata discussa in quanto le sue modalità di estrazione per batterie elettriche hanno spesso violato diritti umani. Sono tante le testimonianze, infatti, di persone costrette a trascorrere gran parte delle giornate in cunicoli per estrarre il metallo, spesso con paghe irrisorie.

BATTERIE AL LITIO PIÙ ETICHE

Di recente, varie aziende di batterie al litio si sono adoperate per migliorare le condizioni di estrazione o per intraprendere un percorso Cobalt-free. Oltre alle singole aziende, nel 2017 la Commissione Europea ha presentato il Regolamento 2017/821, in vigore dal primo gennaio 2021, per rendere più etica l’estrazione dei minerali da conflitto.

In previsione dell’entrata in atto del Regolamento, la Commissione Europea ha predisposto un portale, denominato “Due Diligence ready!”. Questo “si focalizza su stagno, tantalio, tungsteno e oro, ma include anche altri minerali e metalli, tra i quali le materie prime delle batterie”, includendo, senza nominarlo direttamente, anche il Cobalto

Si aggiunge che la richiesta per il metallo si stima aumentare fino al 70% entro il 2030, rischiando di aggravare le condizioni umane legate alla sua estrazione, per quanto sia richiesto un comportamento etico.

Riassumendo, il Cobalto non è un minerale da conflitto, ma le sue modalità di estrazione in uno stato animato da conflitti armati e la richiesta crescente lo rendono uno dei componenti più critici per le batterie al litio.

 

LA SCELTA DI ALIANT BATTERY

Alla luce delle considerazioni sopra riportato, Aliant Battery ha intrapreso un percorso di sviluppo delle celle al litio utilizzate nelle proprie batterie, orientate ad una scelta etica ed ambientale.

Il percorso, iniziato nel 2020 e completato a novembre 2021, consente di proporre al mercato una gamma di batterie al litio ricaricabili basate su tecnologia LFP completamente Cobalt Free, senza riduzioni di performance nè in termini di densità di energia nè in termini di durata.

 

La stretta partnership con i produttori di celle ha consentito infatti di sviluppare soluzioni alternative in termini di chimica, rinunciando in toto alla presenza di cobalto.

Il perchè di questa scelta è riconducibile sia alla necessità di ridurre l’impatto ambientale e sociale delle batterie litio Aliant Battery che di evitare di prestare il fianco a critiche, spesso peraltro improprie, legate all’attuale filiera mondiale di produzione di varie celle al litio.

Quindi, a partire dal 1 gennaio 2022, tutte le batterie Aliant prodotte sono completamente Cobalt Free.

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